Avevo appena finito di cacciare, i miei occhi erano appena tornati del solito colore mielato. Intorno a me solo il silenzio, era strano ero abituata ad avere sempre Emmet accanto a me quando andavo a caccia, non vedermelo più in torno mi faceva uno strano effetto. Non che soffrissi la solitudine, solo stare lontana da mio marito mi rendeva meno affabile di quanto già non fossi di solito. Senza contare che tornavano via via a farsi strada nella mia mente quei pensieri a cui mi ero sempre rifiutata di dare ascolto, perchè mi facevano soffrire. Certo agli occhi degli altri ho tutto quello che si possa desiderare, bellezza, amore...ma non poteva che mancarmi quel tipo di amore che tanto vaneggiavo nella mia mente. A volte mi chiedevo se Carlisle mi avesse salato la vita o me l'avesse distrutta. Scacciai ancora per l'ennesima volta quei pensieri. Mi limitavo a passeggiare distrattamente tragli alberi, come in cerca di qualcosa che non avrei mai potuto trovare.
"Se non ricordi che amore t'abbia
mai fatto commettere la più piccola
follia allora non hai mai amato
(W. Shakespeare)"
"Ama, ama follemente,ama più che puoi e se ti dicono che è peccato ama il tuo peccato e sarai innocente. (W. Shakespeare)"
"E che cos'altro può mai esser l'amore se non una follia molto segreta, un'amarezza soffocante e una salutare dolcezza (W. Shakespeare)"
Sono Ann in Twilight and if Sono Sulpicia in Twilight and if
Michelle era da poco arrivata nella sua nuova cittadina, Fork, paese probabilmente più piovoso d'America, e per questo motivo la ragazza aveva scelto proprio lei. Le piacevano un sacco infatti le giornate uggiose e nuvolose. Da qualche tempo poi aveva una passione per le foreste, i parchi, i luoghi verdi in generale insomma, quindi Forks poteva andare più che bene, se poi si aggiungeva il fatto che non era caotica ed era piccolina, ed era quello che Michelle andava in cerca. Nessuno le aveva detto che la foresta poteva essere pericolosa, nessuno aveva mai menzionato a delle morti di animali sempre più numerose (date da una famiglia di vampiri). Quella sera la ragazza si era portata dietro la macchina fotografica, così da cogliere i luoghi che avrebbe visitato. Anche lei, come Rosalie, camminava distrattamente...
Venni invasa dall'odore di un essere umano, cosa ci faceva nella foresta? Loro non venivano mai lì per via...degli animali selvatici. Non riuscii a trattenere un piccolo sorriso, eravamo noi quegli animali. Le due facce della medaglia che mostravamo agli umani: o bellissimi quasi surreali esseri umani o animali feroci. Quale delle due facce eravamo? Nessuna, o forse un misto tra le due. Aspettai che l'umana mi raggiungesse, non avevo idea del perchè volevo incontrarla non avevo mai dato troppa confidenza agli umani...però stetti comunque lì, ferma immobile accanto all'albero vicino a cui mi ero fermata. Quando mi raggiunse incontrai il suo sguardo e provai una fitta d'invidia. I suoi occhi non erano nè dorati, nè rossi. Il tempo per lei non si era fermato, ancora poteva contarne le ore, i minuti , i secondi...Era ancora parte del mondo dove abitava. Mi avvicinai a lei.
sei nuova di Forks?
Chiesi, conoscevo già la risposta. La mia mente da vampiro ricordava ogni volto, anche se visto un solo istante. E poi nessun abitante di Forks sarebbe entrato da solo disarmato nella foresta.
"Se non ricordi che amore t'abbia
mai fatto commettere la più piccola
follia allora non hai mai amato
(W. Shakespeare)"
"Ama, ama follemente,ama più che puoi e se ti dicono che è peccato ama il tuo peccato e sarai innocente. (W. Shakespeare)"
"E che cos'altro può mai esser l'amore se non una follia molto segreta, un'amarezza soffocante e una salutare dolcezza (W. Shakespeare)"
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Michelle, che continuava a camminare per quella foresta così distrattamente, sentì improvvisamente una voce così vicina alla sua destra. Sobbalzò, non tanto per il timbro di voce che la vampira aveva usato, ma perchè non si aspettava che qualcuno comparisse da dietro un albero. Ah! esclamò voltandosi dunque verso colei che aveva parlato. Rimase immobile a fissarla, il suo sguardo veloce andava dalla testa ai piedi e viceversa della 'ragazza' appena apparsa. Ehm… disse poi rispondendo alla domanda postale. Si, sono nuova… fece una breve pausa nella quale guardò gli occhi di Rosalie. Si nota così tanto? domandò poi mostrandole un dolce sorriso, mentre non capiva che sentimenti stava provando dal momento che lei le era apparsa lì davanti.
Michelle ascoltò le parole della bella ragazza. P-Pericoloso? chiese un pò turbata guardandosi intorno. E tu, sei nuova anche tu allora? chiese subito dopo tornando con lo sguardo fissa su di lei, aveva uno sguardo abbastanza magnetico quella ragazza... Le porse la stessa domanda dato che anche lei era lì nella foresta. Londra...Abbastanza distante, tu? rispose subito dopo, ponendole la stessa domanda dato che aveva dato per scontato che anche lei fosse nuova. Ma da chi aveva saputo che la foresta era pericolosa? E perchè si trovava ancora lì dentro? Forse aveva appena visto un qualche animale feroce e ora lei stava per scappare via...Ma sembrava così rilassata e per niente preoccupata o spaventata...
Quella della ragazza era senza dubbio un'ottima domanda, se la foresta era pericolosa perchè allora lei, una diciannovenne indifesa, era lì ferma con così tanta tranquillità? Valutai come risponderle, se avessi detto che ero nuova anch'io la bugia sarebbe venuta presto a galla appena la ragazza si fosse iscritta a scuola...meglio trovare qualcos'altro.
Sono in questa città da qualche anno...prima abitavo in una città vicino Forks
Risposi vaga. Ero stata a Londra varie volte, era davvero una bella città..per certi versi somigliava a Rochester, la mia città natale.
quanto agli animali non si fanno vedere in quest'ora del giorno...
Giustificai la mia presenza.
Ah perdonami, non mi sono nemmeno presentata....il mio nome è Rosalie
Non avevo idea del perchè quel giorno fossi tanto socievole, ma dopotutto non era poi così grave, no?
"Se non ricordi che amore t'abbia
mai fatto commettere la più piccola
follia allora non hai mai amato
(W. Shakespeare)"
"Ama, ama follemente,ama più che puoi e se ti dicono che è peccato ama il tuo peccato e sarai innocente. (W. Shakespeare)"
"E che cos'altro può mai esser l'amore se non una follia molto segreta, un'amarezza soffocante e una salutare dolcezza (W. Shakespeare)"
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Michelle ascoltò le parole di Rosalie. Aveva davvero una bella voce... *Perchè una così bella ragazza si è trasferita in una cittadina così piccola* si chiese guardando curiosa la vampira. Non si fanno vedere di giorno... ripetè le parole appena sentite annuendo con la testa. Animali notturni? domandò subito dopo corrucciando la fronte. Quindi ora non era per nulla pericoloso, stando alle parole della donna. Quindi, che c'era di male se anche lei camminava nella foresta? Beh, comunque, da parte di una sconosciuta, era stata gentile avvertirla. Ma qui dentro vi erano solo animali notturni? Strana foresta... Sentì poi la vampira presentarsi. Michelle fece un grande dolce sorriso. Oh, che scema..Neppure io...Michelle, piacere! le disse porgendole cordialmente la mano.
Troppa curiosità può portare dei guai, a volte bisognerebbe accontentarsi di sapere soltanto ciò che ci è dato e non immischiarsi in problemi o situazioni che non ci riguardano. E' sottile il confine tra realtà e paranormale, così sottile che vengono a sfiorarsi, quasi toccandosi con le leggende. Ma Michelle, poichè così aveva detto di chiamarsi la ragazza, era troppo giovane e troppo lontana dalla cultura indigena per esserne a conoscenza. Ma anche qualora avesse saputo una parte della verità poiche tutta non la conosciamo nemmeno noi che ne facciamo parte, sarebbe riuscita a tenere a freno la curiosità? C'è una malattia, chiamata Mal d' Africa, che impedisce a chi a visitato i posti africani di levarseli dalla mente, di staccarsi da loro. Chi è andato in Africa una volta deve per forza tornarci. Allo stesso modo chi comincia a intuire e a sapere una piccola parte di verità, non può che essere assetato di conoscere anche la restante. Per cui meglio l'ignoranza o la conoscenza? Ditemi voi la risposta se la sapete perchè io non l'ho ancora compresa.
Sì qualcosa del genere...
Risposi vaga. Si era presentata con un grosso sorriso, piacevole e spontaneo, che io ormai avevo perduto da tempo.
Piacere di conoscerti, Michelle.
Dissi, prendendo tra le mie mani gelate la mano calda della ragazza.
"Se non ricordi che amore t'abbia
mai fatto commettere la più piccola
follia allora non hai mai amato
(W. Shakespeare)"
"Ama, ama follemente,ama più che puoi e se ti dicono che è peccato ama il tuo peccato e sarai innocente. (W. Shakespeare)"
"E che cos'altro può mai esser l'amore se non una follia molto segreta, un'amarezza soffocante e una salutare dolcezza (W. Shakespeare)"
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Michelle aspettò che la ragazza che aveva di fronte parlasse. Dicesse qualcosa. Era il suo turno di parlare ma a quanto pare non aveva intenzione di farlo. Seguirono dei momenti di silenzio in cui l'umana fissava con un pò di imbarazzo la vampira, notando che era immersa in un suo pensiero. Voleva dire qualcosa per interrompere questo silenzio assordante. Ma che dirle? Finalmente dopo altri secondi di silenzio, Rosalie decise di risponderle. Che mani fredde! esclamò Michelle al contatto della persona appena conosciuta, ricambiando il sorriso che le aveva posto. *Certo che è proprio bella!* pensò arrossendo un alto pò.