Casa, dolce casa. Ormai mi stavo abituando all'idea di vedere la villetta bianca alle spalle della scogliera come mia nuova casa, anche perchè poi non era poi così diversa da quelle che avevo avuto in precedenza. Bianchissima, con una veranda come ingresso, somigliava molto alle casette francesi del settecento. Tirai fuori le chiavi dalla borsa e mi diressi verso la porta. Quasi meccanicamente la aprii e mi diressi verso il soggiorno. Durante la mia vita avevo collezionato parecchie cosucce, che immancabilmente non avevo dimenticato di portarmi dietro durante i traslochi, i mobili, i divani, gli scaffali erano quasi tutti ottecenteschi, ma quello che preferivo di più erano i quadri tutti rigorosamente Monet. Quello sopra il camino in soggiorno era il mio preferito, forse perchè era stato il primo che Claude mi aveva regalato. Ah già piccolo dettaglio insignificante, conoscevo, o meglio avevo conosciuto Claude Monet. Mi trovavo a Parigi a metà del 1800, mi divertiva frequentare salotti, vedere quadri, fu così che conobbi Claude, in cuor mio avevo sempre saputo che sarebbe diventato famoso, dall'altra parte volevo che restasse ignoto, così almeno avrei potuto tenere i suoi quadri tutti per me. Non mi andai a sedere sul divano, non ne avevo alcun bisogno.
Allora? Ti può piacere la mia casuccia?
Chiesi a Sheila con un sorriso.
"Se non ricordi che amore t'abbia
mai fatto commettere la più piccola
follia allora non hai mai amato
(W. Shakespeare)"
"Ama, ama follemente,ama più che puoi e se ti dicono che è peccato ama il tuo peccato e sarai innocente. (W. Shakespeare)"
"E che cos'altro può mai esser l'amore se non una follia molto segreta, un'amarezza soffocante e una salutare dolcezza (W. Shakespeare)"
Sono Ann in Twilight and if Sono Sulpicia in Twilight and if
Salii sulla macchina, una porche bianca molto carina. Raggiungemmo in silenzio una casa bianca, vicino a una scogliera. Ora mi ero azzardata a fare un respiro, dato che l'aria non era più satura di odore di sangue umano. L'aria era fresca e frizzante, c'era un po' odore di salsedine, ma ci stava bene. Entrammo nella casa e mi guardai intorno, senza aver paura di fare la curiosona. Quella sarebbe stata anche la mia casa, come aveva detto Ellen. Notai vari quadri alle pareti, tutti d'epoca, e la maggior parte sembravano di una mano sola, ma non ricordavo bene il nome dell'artista. I ricordi umani di solito svaniscono, come avevano detto i Volturi. Tutto intorno c'erano mobili, divani, oggettini tutti antichi. Forse erano stati raccolti da Ellen durante i suoi anni da vampira.
E' veramente molto..
Cercai un aggettivo che le stesse bene, nel mio scarso inglese. Non lo trovai, ma dissi un'espressione che mi sembrava azzeccata.
Ero contenta le piacesse la casa, anche se onestamente sarei stata sorpresa del contrario. Il suo accento italiano presto sarebbe scomparso e nessuno si sarebbe più accorto che non era inglese o americana. Poteva essere divertente, imparare una nuova lingua dico...parlavo già perfettamente inglese, italiano, francese e russo. Però forse ripensandoci al momento avevo già abbastanza cose a cui stare dietro, meglio pertanto per un po' non aggiungerne altre.
Si, trovo anch'io
Commentai.
Scegli pure tu la stanza che ti piace di più come....camera da letto, anche se dubito che ne avrai bisogno nel vero senso della parola, però potrai sempre usare l'armadio per i vestiti...
Dissi con un sorriso.
"Se non ricordi che amore t'abbia
mai fatto commettere la più piccola
follia allora non hai mai amato
(W. Shakespeare)"
"Ama, ama follemente,ama più che puoi e se ti dicono che è peccato ama il tuo peccato e sarai innocente. (W. Shakespeare)"
"E che cos'altro può mai esser l'amore se non una follia molto segreta, un'amarezza soffocante e una salutare dolcezza (W. Shakespeare)"
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Sorrisi alla sua frase - non avrei avuto bisogno del letto - e mi direzionai verso le scale. Ma, dopo aver fatto il primo gradino, mi rigirai e, leggermente imbarazzata le dovetti chiedere:
Ehm.. da che parte?
Se fossi stata umana sarei senza ombra di dubbio arrossita, ma ormai ero una vampira e non potevo più. Ellen mi raggiunse e mi guidò verso il piano di sopra. Io, per passare il momento d'imbarazzo le chiesi, curiosa:
Vivi sola qui?
Non sapevo che risposta aspettarmi, forse un sì, ma non ne ero sicura.
Feci un dolce sorriso e la raggiunsi sulle scale, facendole strada fino al piano di sopra. In fondo al corridoio del primo piano, come s'intravedeva dalle scale c'era un enorme balcone sempre assolato, il che era un po' un problema perchè mi permetteva di recarmici solo alla sera. Alla sua domanda mi fermai un attimo sorpresa, non me l'aspettavo. Avevo sempre considerato il mio vivere da sola, come una cosa passeggera che prima o poi se ne sarebbe andata, quindi non ci avevo mai prestato particolare attenzione. In Italia avevo vissuto per tanti anni trai Volturi, in Francia avevo dovuti insegnare a Monsieur De Gredin e sua sorella Christelle come cavarsela trai vampiri...non ero mai stata veramente sola.
Si, due piani dediti tutti alla sola persona forse sono un po' troppi...
Commentai, ma del resto quale altra scelta avevo avuto? Non potevo certo andare ad abitare con i Cullen. Ripresi a camminare, fermandomi davanti a una porta a due battenti. La aprii, dentro la stanza era già arredata come camera degli ospiti e non era mai stata usata. In un angolo della stanza c'era un letto a baldacchino, dall'altra parte u armadio a quattro ante decorato con un motivo a fiori, accanto alla finestra una scrivania decorata allo stesso modo. In una specie di nicchia, vicino alla finestra c'era una cristalliera contenente delle ceramiche francesi.
Credi che ti potrebbe piacere?
Chiesi indicando con un cenno del braccio la stanza.
"Se non ricordi che amore t'abbia
mai fatto commettere la più piccola
follia allora non hai mai amato
(W. Shakespeare)"
"Ama, ama follemente,ama più che puoi e se ti dicono che è peccato ama il tuo peccato e sarai innocente. (W. Shakespeare)"
"E che cos'altro può mai esser l'amore se non una follia molto segreta, un'amarezza soffocante e una salutare dolcezza (W. Shakespeare)"
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Ringraziai mentalmente la vampira, così gentile da ospitare a casa sua una perfetta sconosciuta. Chissà perchè.. in effetti non avevo capito bene il motivo.. aveva forse paura che diventassi un disastro? Che uccidessi troppe persone nel tentativo di diventare vegetariana? Forse sì.. ma meglio per me. Da sola magari non ci sarei mai riuscita, invece con Ellen riuscivo quasi a vedermi con gli occhi dorati. Sorrisi alla sua risposta, ma non era quello che avevo chiesto. Io intendevo se dividesse la casa con un altro. Meglio sapere in anticipo, per evitare figure imbarazzanti. Mi immaginai immediatamente la scena: io torno dalla doccia vestita solo con un asciugamano e mi scontro con uno sconosciuto. Magari io mi metto a urlare, intelligente come sono, ed ecco il danno.
Sì.. ma intendo se non ci sia nessuno altro...
Dissi sul vago, senza nemmeno sapere come concludere la frase. Forse però ero troppo curiosa, impertinente.
Oh, la camera è bellissima..
Dissi, sinceramente. Ad un orecchio poco esperto sarebbe potuto apparire un modo per liquidare l'argomento, ma non avevo altri aggettivi. Sì, la prima cosa che avrei dovuto fare, oltre al diventare vegetariana era imparare bene l'inglese.
Capii la domanda che mi aveva fatto in ritardo...che sciocca che ero stata a non averci pensato subito. La domanda non era se in casa c'era qualcuno oltre a me, ma se avessi un...compagno? marito? fidanzato? che si aggirasse per la casa. Sorrisi, avevo Leonard ma abitava a La Push, nel territorio dei licantropi...dubitavo fortemente che Sheila ci sarebbe mai andata. Però Kitty poteva venire qui...sarebbe stato un pericolo Sheila per lei? Sicuramente finchè non avesse imparato a controllarsi, sì. Avrei fatto in modo che Sheila si trovasse fuori di casa in quel momento, o le avrei "chiesto" gentilmente di non attaccarla. Quanto a Leonard...la nostra situazione era già abbastanza strana che ero sicura avrebbe capito pure quello.
Oh, perdonami non avevo capito la domanda...comunque no, lui non vive qui
Risposi, dirle subito che Leonard era un licantropo era fuori discussione avrebbe reso la mia presentazione ancora più assurda, beh probabilmente perchè era assurda. Un ex membro dei Volturi, che ancora parteggiava spassionatamente per loro, fidanzata con un licantropo e con una laurea in medicina. Ah dimenticavo, che desiderava terribilmente prendersi cura di Jane, perchè la considerava una povera vittima. Che strano soggetto che dovevo apparire agli occhi degli altri. Ero contenta le piacesse la camera, almeno finalmente qualcuno l'avrebbe usata.
Forse però qualche volta potreste incrociarvi spero per te non sia un problema
Aspettai la risposta con una punta di curiosità e tanta vergogna. Che impertinente e curiosona devo apparire ai suoi occhi! Una ragazzetta che non riesce a controllarsi e potrebbe attaccare ogni umano che le passa vicino, così curiosona e pettegola. Oh sì, perché anche il pettegola ci stava bene nella mia descrizione caratteriale. Non abita qui.. ma un lui c'è! Zitta stupida! Ti ospita e te fai del gossip alle sue spalle? mi zittì da sola. Diventavo una pazza quando aprlavo coì con me stessa. Ma ero fatta così. Prendere o lasciare.
Oh no.. nessun problema.. spero..
Dissi. La voce dal volume normale si abbassò fino a diventare un bisbglio indistinto. Perché avevo paura di incontrarlo.
Il suo spero non mi convinse molto, aveva forse per caso già intuito che nella mia relazione ci fosse qualcosa di strano? No, impossibile. Non mi restava che sperare con lei che tutto andasse bene, o che almeno andasse. Decisi di cambiare argomento, quello lo avremmo ripreso sicuramente in seguito.
quando avrai imparato a controllarti, dovremo pensare alla tua copertura...voglio dire, gli esseri umani alla tua "età" sono ancora al liceo...
Non ero mai stata più felice di dimostrare abbastanza anni da non dovere più andare a scuola, non sarei mai riuscita a sopportarlo.
"Se non ricordi che amore t'abbia
mai fatto commettere la più piccola
follia allora non hai mai amato
(W. Shakespeare)"
"Ama, ama follemente,ama più che puoi e se ti dicono che è peccato ama il tuo peccato e sarai innocente. (W. Shakespeare)"
"E che cos'altro può mai esser l'amore se non una follia molto segreta, un'amarezza soffocante e una salutare dolcezza (W. Shakespeare)"
Sono Ann in Twilight and if Sono Sulpicia in Twilight and if
Sheila *Liceo? Oh noooooooo!!!* – pensai, alle parole di Ellen. Ne avevo abbastanza della scuola. Gli ultimi anni li avevo passati nel terrore dei Volturi, una prova ne era il mio scarso inglese, ma non avevo voglia di rincominciare da capo. Poi sospirai. Ormai la mia vita era quella. E io dovevo ambientarmi, che mi piacesse o no.
Beh, non ci andrò a scuola ora, vero?
Le chiesi. Che razza di copertura sarebbe saltata fuori? Sarei diventata sua sorella?
Trattenni a stento un sorriso, Sheila non moriva dalla voglia di ritornare seduta trai banchi...come darle torto dopotutto? Nemmeno a me sarebbe piaciuto.
La sua frase mi tranquillizzò. Niente scuola per ora.. Beh, almeno per ora! Prima devo imparare a controllarmi, poi potrò pensare alla noia della scuola. Poi. La questione del tempo mi allettava molto. Poi ripensai alla copertura. Chi sarei stata?
Che copertura ci inventeremo?
le chiesi, andando dritta al punto della questione.